Regime fiscale agevolato

La Legge 145/2018 ha modificato il regime riservato ai soggetti di minori dimensioni denominato "Regime fiscale agevolato per lavoratori autonomi", o regime forfettario, originariamente introdotto con la Legge 190/2014 (Finanziaria 2015).

A partire dal 01 gennaio 2019 tale regime, destinato prevalentemente ai giovani che desiderano avviare un'attività, è caratterizzato da:

  • la determinazione semplificata del reddito, attraverso l'applicazione di un coefficiente di redditività ai ricavi/compensi in base all'attività esercitata (non è pertanto riconosciuta la deduzione analitica dei costi/spese)
  • l'assoggettamento del reddito così ottenuto ad una imposta sostitutiva di quelle sui redditi, delle addizionali regionali e comunali, e dell'IRAP pari al 15%
  • agevolazioni ai fini contributivi e semplificazioni degli adempimenti contabili e fiscali

Il requisito di accesso, con riferimento all’anno di imposta precedente, prevede che il contribuente non abbia conseguito ricavi ovvero abbia percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a euro 65.000 per qualsiasi tipologia di attività esercitata.

Qualora il contribuente eserciti simultaneamente attività con codice ATECO diverso, la soglia di accesso al regime è determinata sommando i compensi e i ricavi ad esse inerenti.

Il regime forfettario è invece precluso:

  • ai soggetti che partecipano, contemporaneamente all'esercizio dell'attività, a società di persone, associazioni e imprese famigliari ovvero che controllano società a responsabilità limitata che svolgono attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quella svolta
  • ai soggetti che esercitano l'attività prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due anni precedenti l'inizio dell'attività
  • ai soggetti che si avvalgono di regimi speciali ai fini dell'imposta sul valore aggiunto o di regimi particolari per la determinazione del reddito
  • ai non residenti, ad eccezione di quelli che sono residenti in uno degli Stati membri dell'Unione europea o in uno Stato aderente all'Accordo sullo Spazio Economico Europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni e che producono nel territorio dello Stato italiano redditi che costituiscono almeno il 75% del reddito complessivamente prodotto
  • ai soggetti che in via esclusiva o prevalente effettuino cessioni di fabbricati, di terreni edificabili o di mezzi di trasporto nuovi

La Finanziaria 2016, invece, aveva introdotto una particolare tassazione per i soggetti start up che presentano i seguenti requisiti:

  • non sia sta esercitata, nei 3 anni precedenti, una attività artistica, professionale o d’impresa, anche in forma associata o familiare
  • l'attività esercitata non deve costituire una mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio dell’arte o professione
  • qualora sia la prosecuzione di un’attività esercitata da un altro soggetto, l’ammontare dei ricavi/compensi del periodo d’imposta precedente non deve essere superiore ai limiti di ricavi/compensi previsti per il regime forfetario

In tal caso il contribuente potrà applicare una aliquota sostitutiva dell’IRPEF, comprese le addizionali, e dell’IRAP (l’IVA non è dovuta) nella misura del 5% per i primi 5 anni e del 15% dal sesto.

In merito all’aspetto previdenziale la finanziaria ha modificato il comma 77, L. 190/2014 disponendo che il reddito forfettario costituisce base imponibile ai fini previdenziali e che su tale reddito va applicata la contribuzione ridotta del 35%.

Di conseguenza, i contribuenti che apriranno una partita IVA per lo svolgimento di un’attività di impresa dovranno versare un minimale ridotto del 35% (quindi non si applicherà più il minimale INPS previsto in precedenza per artigiani e commercianti in regime ordinario) più la quota proporzionale calcolata sul reddito determinato a forfait.

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